“L’Adriatico rappresenta un unicum nel settore della pesca che non ammette omologazioni con gli altri mari europei. Per questo metteremo il massimo impegno per giungere ad una gestione specifica ed unitaria del bacino adriatico che tuteli le risorse ittiche e l’economia della pesca“.

È questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, a margine del tavolo di lavoro che si è riunito a Udine tra i partner di Italia e Croazia partecipanti al progetto transfrontaliero Argos, di cui il Friuli Venezia Giulia è capofila.

I partecipanti all’incontro a Udine sul progetto Interreg Italia-Croazia 2014-2020 Argos per una gestione unitaria della pesca nel mare Adriatico. (Foto Regione Fvg)


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L’obiettivo di Argos – come informa una nota della Regione Fvg – è istituire un governo comune delle attività di pesca e acquacoltura nel mare Adriatico il cui fine ultimo è la tutela della biodiversità e delle risorse marine.

Il progetto, giunto alle battute finali della fase preparatoria, sarà presentato nel prossimo bando per i progetti strategici Interreg Italia Croazia 2014-2020, che si stima avrà un budget compreso tra 6 e 8 milioni di euro.

“La regia unica che stiamo cercando di realizzare dimostra che è possibile parlare una lingua comune rispetto ad attività svolte nello stesso ambito marino, che di fatto non conosce confini fisici”, ha aggiunto Zannier.

Il progetto verrà quindi proposto all’Unione europea come modello di gestione specifico poiché, come ha sottolineato ancora Zannier “in questo, come in altri settori dell’agroalimentare, non è pensabile una politica europea generalizzata che non tenga conto delle specificità territoriali, come ad esempio è accaduto per la normativa sul pesce azzurro. Ferme restando le linee guida generali, a cui nessuno vuole sottrarsi, è importante tener conto delle peculiarità locali ed Argos ha tutta l’ambizione di farcela”.

Dello stesso avviso il rappresentante dei partner croati, l’assessore della Regione istriana, Ezio Pinzan, secondo cui “è necessario conciliare l’attività economica connessa alla pesca con una visione a lungo termine e sostenibile della gestione delle risorse ittiche, in cui saranno i pescatori i primi garanti della tutela del mare”.

Per questo Pinzan ha assicurato “il massimo supporto istituzionale da parte croata e la più ampia partecipazione degli operatori di settore affinché sia definita una strategia condivisa e non imposta dall’alto”.

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, con l’assessore della Regione istriana, Ezio Pinzan (a sinistra). (Foto Regione Fvg)

L’idea è stata sviluppata a partire dal distretto della pesca Nord Adriatico (che comprende Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna) per poi estendersi ad un partenariato transfrontaliero forte e qualificato che annovera anche Marche, Molise, Puglia, sulla costa italiana, Contea Istriana, Contea Litoraneo Montana PGK, Contea di Zara, Contea di Spalato-Dalmazia, Contea di Dubrovnik-Neretva, sulla costa croata.

Sono inoltre partner del progetto due istituti scientifici, il Consiglio nazionale delle ricerche italiano (Cnr) e l’Istituto per l’oceanografia e la pesca croato (Izor), oltre all’Agenzia di consulenza agricola e forestale croata “Savjetodavna Sluzba”.

Risulta strategica, infine, l’adesione al progetto da parte del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali d’Italia e del ministero dell’Agricoltura della Croazia, per dare valenza alle proposte concrete che emergeranno dalle attività progettuali.

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In copertina, pescherecci in sosta nel porto di Grado.

Reti da pesca ancora nel porto di Grado.

Uno scorcio della laguna di Grado e di Marano dove è fiorente l’acquacoltura.

Il mare Adriatico visto dalla riviera romagnola, nel Ravennate.

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